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venerdì 12 settembre 2014

DODICI TRADIZIONI (dei gruppi di autoaiuto)

La comprensione di queste tradizioni arriva gradatamente dopo un certo periodo di tempo, raccogliendo informazioni, parlando con gli altri membri e visitando altri gruppi. Di solito, non prima di essere coinvolti nel servizio, qualcuno potrebbe farci notare che "il recupero personale dipende dall'unità della Fratellanza", e l'unità dipende da quanto più riusciamo a seguire le nostre tradizioni. Le Dodici Tradizioni della Fratellanza non sono negoziabili. Esse sono le linee guida che mantengono viva e libera la nostra Fratellanza.

Seguendo queste linee guida nei rapporti con gli altri e con la società, evitiamo molti problemi. Il che non significa che le tradizioni risolvano tutto. Dobbiamo ugualmente affrontare le difficoltà man mano che insorgono: problemi di comunicazione, divergenze di opinioni, conflitti interni, e complicazioni con persone e gruppi esterni alla Fratellanza. In ogni caso, quando mettiamo in pratica questi principi evitiamo alcune possibili trappole.

Numerosi problemi sono simili a quelli che dovettero affrontare i nostri predecessori. Come la loro esperienza, conquistata a fatica, diede vita alle tradizioni, così la nostra esperienza ha dimostrato che questi principi restano oggi altrettanto validi di quando le tradizioni vennero formulate. Queste ci proteggono da forze interne ed esterne che potrebbero distruggere la Fratellanza. Sono davvero i legami che ci tengono uniti. E solo comprendendole e applicandole esse funzionano*. 

Le dodici tradizioni costituiscono dei principi di autogoverno, tale strumento è stato definito - riadattandolo alle nostre specifiche esigenze - sul modello pionieristico di tutti i gruppi di autoaiuto: Alcolisti Anonimi.

1. Il nostro comune benessere dovrebbe venire in primo luogo; il recupero personale dipende dall’unità della Fratellanza
2. Per il fine del nostro gruppo non esiste che una sola autorità ultima: un Dio d’amore, comunque Egli possa manifestarsi nella coscienza del nostro gruppo. I nostri leader non sono altro che dei servitori di fiducia; essi non governano.
3. L’unico requisito per essere membri della Fratellanza è desiderare di vivere una vita casta secondo l'insegnamento della Chiesa cattolica sull'omosessualità.
4. Ogni gruppo dovrebbe essere autonomo, tranne che per le questioni riguardanti altri gruppi oppure la Fratellanza nel suo insieme.
5. Ogni gruppo non ha che un solo scopo primario: portare il messaggio alla Persona con il nostro problema specifico che soffre ancora.
6. Un gruppo dell Fratellanza non dovrebbe mai avallare, finanziare o prestare il nome della Fratellanza ad alcuna istituzione similare od organizzazione esterna, per evitare che problemi di denaro, di proprietà e di prestigio possano distrarci dal nostro scopo primario.
7. Ogni gruppo della Fratellanza dovrebbe mantenersi completamente da solo, rifiutando contributi esterni.
8. La Fratellanza dovrebbe rimanere per sempre non professionale ma i nostri centri di servizio potranno assumere degli impiegati appositi.
9. La Fratellanza come tale non dovrebbe mai essere organizzata, ma noi possiamo costituire dei consigli di servizio o comitati, direttamente responsabili verso coloro che essi servono.
10. La Fratellanza non ha opinioni su questioni esterne; di conseguenza il nome della Fratellanza non dovrebbe mai essere coinvolto in pubbliche controversie .
11. La politica delle nostre relazioni pubbliche è basata sull’attrazione piuttosto che sulla propaganda; noi abbiamo bisogno di conservare sempre l’anonimato personale a livello di stampa, radio e filmati.
12. L’anonimato è la base spirituale di tutte le nostre Tradizioni, che sempre ci ricorda di porre i principi al di sopra delle personalità.

*[libero adattamento dal preambolo di NA - Narcotici Anonimi]

domenica 20 ottobre 2013

Perché il mio anonimato personale pubblico? (di Alberto Gonzaga)

Anonimato personale pubblico
Ciao, il mio nome è Alberto e sono una persona con Attrazione per lo Stesso Sesso (ASS). Per recuperarmi da un comportamento autodistruttivo seguo un programma specifico all’interno di un gruppo di autoaiuto. Una delle regole del Gruppo recita: “L’anonimato è la base spirituale di tutte le nostre Tradizioni, che sempre ci ricorda di porre i principi al di sopra delle personalità” (Tradizione 12 di AA).

Il principio dell’anonimato personale (mio, non del Gruppo) pubblico (con i media, non con gli amici in recupero) ha un grande significato spirituale, la cui essenza è nello spirito di sacrificio che si pratica davvero con un’autentica umiltà.

L’essenza spirituale dell’anonimato è il sacrificio. Lo spirito della rinuncia ai miei desideri personali per un bene superiore, spalanca la porta alla fiducia. Quando cerco di mettere da parte il mio desiderio di distinguermi, sia tra i miei amici che davanti all'opinione pubblica, comprendo come l’anonimato sia umiltà in azione. Quando metto i princìpi al di sopra delle personalità, mi dispongo ad ascoltare ed accogliere effettivamente con “mente aperta” e superando i pregiudizi, le diverse esperienze che sono condivise nel Gruppo, a partire dalla mia. L'accettazione dell'esperienza spirituale mi consente di essere pienamente onesto con me stesso e con gli altri: il mostrare una maschera si rivela finalmente in tutta la sua inutilità.

Per quanto riguarda il desiderio di distinguermi (una forma di narcisismo spirituale) cerco di ricordarmi che io non sono meglio di nessun altro, sono un figlio di Dio, un peccatore emotivamente ferito come il fratello gay militante, l’omofobo di turno o l’amico in negazione che mi accusa rabbioso dei propri insuccessi. Ho avuto, a differenza loro, un esperienza spirituale per cui devo dimostrare la mia gratitudine custodendola e ridonandola a mia volta.

Se mantenere l’anonimato pubblico significa sacrificare il desiderio di potere, prestigio, denaro e sesso, l’aprirsi privatamente sul mio percorso mi aiuta nell’autoaccettazione e contribuisce a diffondere il messaggio. Ho ritenuto giusto farlo in piena libertà, quando mi sono sentito abbastanza stabile nella castità e solo quando opportuno, stando attento ad evitare il più possibile di alimentare la mia naturale tendenza al protagonismo ed al narcisismo.

Se a volte posso parlare di me stesso non lo faccio mai della storia personale degli altri, di cui non rivelo neanche il nome, rischierei un’irreparabile perdita di fiducia. Tanti, se non fossero sicuri che il loro anonimato venisse protetto, potrebbero esitare ad aprirsi su questioni che un sano equilibrio mentale ed il buon senso richiedono siano trattate con pudore e riservatezza.

Il mio anonimato è pubblico non privato, altrimenti renderei le relazioni troppo impersonali, quasi clandestine, certo do confidenza solo dopo un certo periodo di tempo ma so anche che probabilmente conosco chi condivide con me meglio e più a fondo dei suoi stessi famigliari.
Se non custodissi l’anonimato personale pubblico potrei dare scandalo a chi mi conosce e non sa del mio passato, coinvolgerei indirettamente amici e parenti in una dimensione pubblica passibile di controversie. Non ultimo, il nascondere il mio nome ed il mio volto, disincentiva chi - ancora - è in cerca di “compagnia” (come lo sono stato io prima d’intraprendere veramente il mio recupero).

Devo evitare di atteggiarmi in pubblico, non ho nulla da dimostrare o conferenze da tenere, posso solo testimoniare della mia esperienza personale ed il modo più proficuo per farlo è difronte ai miei simili in un contesto riservato che custodisca con cura ciò che appartiene alla sfera privata: il Gruppo.

Non intendo trasformarmi in un fenomeno da baraccone o in una compagnia di varietà, tanto per attirare i curiosi e magari trarne qualche vantaggio materiale, come certi “veggenti” di santi e madonne che pretendono di dare lezioni di moralità. La mia esperienza personale non vuole e non può avere nulla di paradigmatico, può tuttavia suscitare un interrogativo nell’animo di chi si trova a vivere una condizione simile. Se mi proponessi come modello, una ricaduta, fatto abbastanza comune per chiunque, potrebbe costituire un danno irreparabile per molti; lo stesso se ne approfittassi per scopi personali. Anche per questo ritengo imprescindibile un anonimato personale pubblico assoluto con ogni mezzo di comunicazione (specialmente internet).

È d’altronde fondamentale una comunicazione efficace per trasmettere il messaggio di speranza e cambiamento a quante più persone possibile, costrette a lottare da sole con l’Attrazione per lo Stesso Sesso. Il dono che ho ricevuto è di natura tale che non posso conservarlo senza a mia volta trasmetterlo così come mi è stato consegnato, gratuitamente. La comunicazione deve essere fatta in modo disinteressato e con spirito di sacrificio, rinunciando ad ogni forma di vantaggio personale, anche lecito. Se usata male la comunicazione può nonostante le migliori intenzioni, stritolare chi vi è impegnato, rinfocolando le pretese dell’ego. Devo evitare ogni forma di pubblicità personale e come il servo inutile non cercare nulla per me. Non c’è nessun successo per me, perché è una Realtà più grande di me che fa le cose, nonostante la mia imperfezione e per mezzo di essa.

L’anonimato mi protegge da me stesso, dal mondo e da nemici che non sono di carne: “Questo per far sì che le nostre grandi benedizioni non possano mai viziarci, e che possiamo vivere per sempre nella grata contemplazione di Colui che governa tutti noi”. (Dodici Passi Dodici Tradizioni)

“Nel momento in cui mettiamo da parte queste aspirazioni, peraltro molto umane, crediamo che ognuno di noi partecipi alla tessitura di un manto protettivo che copre la nostra intera associazione e sotto il quale possiamo crescere e lavorare tutti uniti.” (Come la vede Bill)


PS: per chi non fosse ancora convinto, non sono un personaggio dello spettacolo...

giovedì 17 gennaio 2013

LE 12 PROMESSE (di AA)


Se ci sforzeremo di fare bene ciò che è richiesto in questo periodo del nostro lavoro, ci meraviglieremo scoprendo di aver completato la metà della nostra opera. 


1. Conosceremo una nuova libertà e una nuova felicità. 
2. Non ci affliggeremo del passato, ma ci impegneremo a non dimenticarlo mai.
3. Capiremo cosa significhi la parola serenità
4. Conosceremo la pace.    
5. Poco importa a quale grado di abiezione siamo scesi, constateremo come la nostra esperienza possa giovare agli altri.
6. Scomparirà ogni idea dell’inutilità della nostra vita e così pure ogni forma di commiserazione di noi stessi.
7. Perderemo l’interesse per nostri capricci e ci dedicheremo al servizio degli altri.
8. L’egoismo scomparirà.
9. Le nostre idee sulla vita cambieranno come dal giorno alla notte.
10. La paura delle persone e la paura dell’insicurezza economica ci abbandoneranno. 
11. Intuiremo come dovremo comportarci di fronte a delle situazioni che di solito ci sconcertavano. 
12. Ci renderemo conto tutto ad un tratto che Dio fa per noi ciò che noi non riuscivamo a fare da soli.

Noi non pensiamo che si tratti di promesse stravaganti. Si realizzano in mezzo a noi, ora rapidamente , ora lentamente. Siamo certi che si attuano, se ci impegniamo alla loro realizzazione.                    
(Tratto da "Alcolisti Anonimi " - Capitolo VI)

DIPENDENZA PSICOFISICA

Dipendenze senza sostanze

La Dipendenza (Dipendenze e Nuove Dipendenze / Dipendenze da sostanze e Dipendenze senza sostanze)

La Dipendenza è caratterizzata dal bisogno assoluto ed irrefrenabile, di tipo psicologico e/o fisiologico, di una certa situazione, oggetto o sostanza.

I sintomi tipici possono essere allora sia di tipo psico-cognitivo, che fisiologico e comportamentale; inoltre la Dipendenza comporta problematiche sempre più serie e cronicizzanti a livello sociale, lavorativo, familiare ed affettivo, ovvero in tutte le parti vitali dell'esistenza della persona.

La Dipendenza può instaurarsi sia con l'abuso di una certa sostanza psicoattiva, che con quello di una certa situazione e quindi senza che vi sia una specifica molecola chimica alla sua base.

In tal modo il quadro sintomatologico della  Dipendenza può gradualmente e dannosamente verificarsi con ad esempio l'utilizzo eccessivo di alcol, eroina, nicotina, etc., ma anche di internet, del gioco, del sesso, del lavoro, dell'attività fisica, etc.

La Dipendenza, al di là della situazione, oggetto, sostanza, etc. che la provoca, si connota sempre con le seguenti caratteristiche:

- continua ricerca della sostanza o situazione (Craving) con perdita di gestione sul pensiero e sul comportamento indirizzati unicamente verso tale spasmodica ricerca;
- perdita progressiva del controllo sull'utilizzo di ciò che provoca Dipendenza;
- necessità di aumentare la dose quantitativa o spazio-temporale per ottenere il medesimo effetto provato precedentemente (Tolleranza o Assuefazione);
- presenza di Astinenza più o meno grave nel caso in cui venga sospeso l'utilizzo di ciò che provoca Dipendenza;
- compromissione sempre più grave dei molteplici contesti vitali come quello sociale, lavorativo, familiare, affettivo, etc.

Il tempo e le energie psicologiche e fisiche vengono dunque sempre più utilizzate nella ricerca e nell'utilizzo della sostanza o di una certa situazione.

Tale ricerca ed utilizzo aumentano progressivamente fino a diventare compulsione e ad assumere livelli sempre più alti e pericolosi di ansia e stress. Le varie sfere che compongono la vita dell'individuo vengono allora man mano trascurate e gradualmente compromesse.

Chi è afflitto da Dipendenza non riesce più allora ad avere il controllo sui propri impulsi psico-fisici raggiungendo certi sintomi e conseguenze come:

- discontrollo sui pensieri e sui comportamenti;
- continui pensieri sulla sostanza e/o sulle modalità con le quali procurarsela;
- elevati livelli di ansia;
- depressione e/o altri disturbi dell’umore;
- impulsività ed aggressività;
- senso di colpa, di vergogna e abbassamento dell’autostima;
- ossessioni e compulsioni;
- problemi del sonno;
- problemi di concentrazione, attenzione e memoria;
- forte dispendio economico (per tutto ciò che concerne la ricerca e l'utilizzo della sostanza o di una certa situazione);
- seri problemi nei rapporti interpersonali (alcune volte con la loro perdita);
- seri problemi nel lavoro (alcune volte con la sua perdita);
- isolamento;

Questi sintomi generano e tenegono attivo un circolo sempre più vizioso in cui pensieri e comportamenti verso la Dipendenza provocano tensione, ansia, rabbia, stress, colpa, le quali a loro volta innescano ulteriori impulsi ed atteggiamenti di Dipendenza.
  
Alcune volte purtroppo la persona afflitta da Dipendenza può mettere a rischio la propria libertà, sicurezza ed incolumità, così come quella delle altre persone, pur di assecondare la propria dipendenza.Tratto da:http://www.cpsico.com/dipendenza_dipendenze_nuova_dipendenza_nuove_dipendenze_dipendente_dipendenti.htm

GUARIRO’ MAI VERAMENTE?

Love in Action

Se stai lottando contro il peccato sessuale o una relazione disordinata, potresti aver già pregato molte volte Dio di guarirti. Se la tua lotta è solo proseguita o divenuta più dura dopo tali preghiere, potresti essere tentato di concludere che Dio ti ha abbandonato o che non ti ama. Ma che cosa significa la parola "guarire" per te? Vuol dire che non sarai mai più tentato di cadere nel peccato sessuale e in relazioni disordinate? La Bibbia insegna che sperimenteremo la tentazione finché viviamo sulla terra (Luca 17:1a) e che Dio promette di aiutarci ad affrontare le tentazioni con successo quando si presentano, non che Egli le rimuoverà completamente (I Corinzi 10:12-14 ). Inoltre, passi come Ebrei capitolo 12 suggeriscono che le tentazioni e le prove sono uno dei principali strumenti di Dio per farci crescere e rafforzare.

Va da sé che alcune persone sono più tentate rispetto ad altre in certe materie. In realtà, la tentazione del peccato sessuale può essere particolarmente persistente, in quanto le prime esperienze sessuali restano impresse profondamente nella nostra mente. (1)

Quindi è certo che non possiamo evitare di sperimentare la tentazione, e non possiamo scegliere il modo in cui siamo tentati. Tuttavia ci sono sicuramente cose che facciamo che possono peggiorare le nostre tentazioni. Guardare materiale  pornografico, per esempio, aumenta la frequenza ed intensità della tentazione sessuale e rende più probabile il  progresso del peccato sessuale con altre persone. (2)

Per qualcuno che ha alimentato la tentazione sessuale con l’uso di pornografia per, diciamo, 10 anni o più, è realistico aspettarci che Dio cancelli gli effetti di tali scelte nel corso di una notte? Lui è ovviamente abbastanza potente da farlo. Ma nel campo della guarigione dal peccato sessuale e relazionale, è molto più frequente che Dio conceda a chi lotta il sostegno di cui hanno bisogno ogni giorno che avanzano in un processo di guarigione lungo molti mesi o addirittura anni. (3)

Nel corso del tempo, nella misura in cui  tutti i giorni ci sottomettiamo a Dio e sviluppiamo nuovi comportamenti sani, scopriamo che i vecchi e malsani modelli di pensare diminuiscono. (4)

La guarigione può non essere mai completa fino al paradiso, ma una cosa che tutti coloro che lottano possono ottenere immediatamente nel loro cammino di guarigione è la pace di Dio che viene dopo aver confessato il peccato con contrizione e la gioia e la speranza trovate in un rapporto con Gesù Cristo. Quando questo rapporto e la pace, gioia e speranza che ne conseguono divengono i principi ispiratori della vita di un lottatore, allora non c'è sfida grande o piccola che questi non riesca ad affrontare, con l'aiuto di Dio! (5)
[...]

1 Patrick Carnes, Out of the Shadows: Understanding Sexual Addiction (Hazelden, 2001) 88.
2 Patrick J. Carnes, David L. Delmonico, Elizabeth Griffin, Joseph M. Moriarity, In the Shadows of the Net: Breaking Free from Compulsive Online Sexual Behavior (Hazelden, 2007) 126.
3 Mark R. Laaser, Healing the Wounds of Sexual Addiction (Zondervan, 2004) 121-139.
4 ibid., 124, 132-133.
5 Mark Laaser, L.I.F.E. Guide for Men (Xulon Press, 2002) 141.

TRADUZIONE LIBERA E NON AUTORIZZATA TRATTA DA:

IL RECUPERO NON AVVIENE NELL'ARCO DI UNA NOTTE

Posso recuperarmi un giorno alla volta

“I Dodici Passi [...] sono un processo di recupero progressivo, radicato nel nostro vivere quotidiano." 
Testo base NA pag. 111

Dopo un certo periodo di recupero, potremmo trovarci di fronte a problemi personali apparentemente schiaccianti, con sensazioni di rabbia e di disperazione. Quando ci accorgiamo di quello che sta succedendo, potremmo gemere: “Ma ho lavorato così duramente. Pensavo di essere...“ Recuperato, forse? Non proprio. 

Abbiamo sentito ripetere continuamente che il recupero è un processo in corso e che non guariremo mai.

Eppure, talvolta pensiamo che se lavoriamo abbastanza i passi, se preghiamo abbastanza, se continuiamo a frequentare le riunioni, potremmo eventualmente... Beh, se non proprio essere “guariti”, essere almeno “qualcosa”. 

E noi siamo “qualcosa”. Stiamo recuperando dalla dipendenza attiva. Non importa se siamo passati attraverso il processo dei passi, ci sarà sempre qualcosa di più. Quello che non ci siamo ricordati o che pensavamo non fosse importante nel nostro primo inventario, si ripresenterà sicuramente più tardi. Useremo ancora i passi per confrontarci con quello che ci turba.

Più usiamo i passi e più crediamo in essi, poiché possiamo vederne i risultati. Passiamo dalla rabbia e dal risentimento al perdono, dal diniego all’onestà e all’accettazione, dalla sofferenza alla serenità. Il recupero non avviene nell’arco di una notte e il nostro non sarà mai completo. Ma ogni giorno porta una nuova guarigione e la speranza per il domani.

Solo per oggi: Oggi farò quello che posso per il mio recupero e manterrò la speranza nel progressivo processo di recupero.

La resistenza al cambiamento


La resistenza al cambiamento

“Molti di noi si aggrappano alle paure, ai dubbi, al rancore, all’odio verso sé stessi, poiché vi è una specie didistorta sicurezza nella familiarità col dolore. Sembra più sicuro restare aggrappati a ciò che conosciamo piuttosto che mollare e muoverci verso l’ignoto”
Testo base NA pag. 39

Spesso abbiamo sentito dire che “quando il dolore di rimanere gli stessi diventa più grande del dolore del cambiamento, allora cambiamo”.

La paura ci può tenere lontani dal crescere, timorosi di rompere le relazioni umane, timorosi di cambiare attività, di andare a nuove riunioni, di cominciare nuove amicizie o di intraprendere qualcosa al di fuori del nostro ordinario.

Restiamo in situazioni che non possono più funzionare per la sola ragione che quello che ci è familiare ci sembra più sicuro di quello che non conosciamo.

Ogni cambiamento produce paura. “Che ne sarà di me se sarò solo per sempre?” potremmo pensare se prendiamo in considerazione di lasciare l’amante.

“Che fare se salta fuori che sono un incompetente?” ci chiediamo se programmiamo di cambiare attività. Possiamo trascurare le riunioni perché abbiamo degli obiettivi che crediamo più importanti.

La mente riesce a produrre centinaia di scuse per farci restare esattamente dove ci troviamo, paurosi di provare qualcosa di nuovo.

Vediamo che la maggior parte del dolore non deriva dal cambiamento, ma dalla resistenza al cambiamento. In NA impariamo che cambiare significa progredire nella vita.

Nuovi amici, nuove relazioni, nuovi interessi e nuove sfide sostituiranno quelle vecchie. Con tutte queste cose nuove nella vita, troviamo nuove gioie e nuovi amori.

Solo per oggi: Abbandonerò il vecchio, abbraccerò il nuovo e crescerò.

martedì 15 gennaio 2013

ABBANDONARE LA PROPRIA VOLONTA'


“Le paure diminuiscono e la fede comincia a crescere, via via che comprendiamo il vero significato della resa. Adesso non lottiamo più contro la paura, l’ira, la colpa, l’autocommiserazione e la depressione.”

Testo base NA pag. 31

La resa è l’inizio di una nuova vita.

Guidati principalmente dalla nostra volontà, continuavamo a chiederci se avevamo raggiunto tutti i nostri scopi, se avevamo manipolato nel modo giusto una certa persona per raggiungere i nostri fini, se avevamo per caso tralasciato qualche dettaglio nei nostri sforzi per controllare e manovrare il mondo.

A volte temevamo che i nostri schemi potessero fallire, ci sentivamo arrabbiati o auto commiserevoli se ciò accadeva oppure colpevoli quando li portavamo a compimento.

Era dura vivere di ostinazione, ma non conoscevamo nessun altro modo. Non che arrendersi sia sempre facile. Al contrario, arrendersi può essere molto difficile, specialmente all’inizio. Ora è più facile credere in Dio, un Potere capace di guidare la nostra vita, che credere solo in noi stessi con le nostre vite ingovernabili.

E più ci arrendiamo, più diventa facile. Quando affidiamo la nostra volontà e la nostra vita alla cura di un Potere Superiore, tutto ciò che dobbiamo fare è la nostra parte, nel modo più responsabile e coscienzioso di cui siamo capaci. Allora possiamo lasciare i risultati al nostro Potere Superiore.

Arrendendoci, agendo con fede e vivendo le nostre vite in accordo con i semplici principi spirituali di questo programma, possiamo smettere di preoccuparci ed iniziare a vivere.

Solo per oggi: Abbandonerò la mia volontà. Cercherò di conoscere la volontà di Dio nei miei riguardi e di trovare la forza di eseguirla. Lascerò i risultati nelle mani del mio Potere Superiore.

LE MASCHERE DEVONO CADERE


“Per molti anni abbiamo coperto la scarsità di autostima nascondendola dietro immagini false, con cui speravamo di ingannare la gente....” Testo base NA pag. 38

La suscettibilità, l’insicurezza e la mancanza di identità si associano spesso alla dipendenza attiva e molti di noi le portano con sé in recupero.

La nostra paura di essere inadeguati, del rifiuto e della mancanza di controllo non sparisce dalla sera alla mattina.

Molti di noi hanno delle immagini o delle false personalità che si sono costruite per proteggersi o per compiacere gli altri.

Alcuni di noi usano maschere perché non sono sicuri di chi sono veramente.

A volte pensiamo che queste immagini, costruite per proteggerci quando usavamo, possono proteggerci anche nel recupero.

Usiamo false facciate per nascondere la nostra vera personalità, per mascherare la nostra mancanza di autostima.

Queste maschere ci nascondono dagli altri ma anche dalla nostra vera essenza.

Vivere nella menzogna equivale ad affermare che non siamo in grado di vivere per come siamo veramente.

Più ci nascondiamo, più danneggiamo la nostra autostima.Uno dei miracoli del recupero è il riconoscimento completo di noi stessi, con le nostre virtù e i nostri difetti.

L’autostima comincia con questo riconoscimento.

Dobbiamo essere disposti a toglierci le nostre finzioni, nonostante la paura di divenire vulnerabili.

Dobbiamo liberarci dalle maschere ed essere liberi di avere fiducia in noi stessi.

Solo per oggi: Mi toglierò le maschere e permetterò alla mia autostima di crescere

SEGNALI DI RECUPERO (di SLAA)

Sex and Love Addicts Anonymous

1. Cerchiamo di sviluppare un quotidiano rapporto con un Potere Superiore,nella consapevolezza di non essere soli nei nostri sforzi per cercare di guarire dalla nostra dipendenza. 

2. Siamo disposti ad essere vulnerabili perché la nostra fede in un Potere Superiore ci ha restituito la capacità di avere fiducia.

3. Abbandoniamo, un giorno alla volta, la nostra strategia di vita e la nostra ossessione rivolte alla ricerca di intrighi romantici, sessuali e di dipendenza emotiva. 

4. Impariamo a evitare situazioni che ci potrebbero mettere in pericolo fisicamente, moralmente, psicologicamente o spiritualmente. 

5. Impariamo ad accettarci e ad amarci, ad assumerci la responsabilità della nostra vita e a prenderci cura dei nostri bisogni prima di coinvolgerci con gli altri. 

6. Diventiamo disponibili a chiedere aiuto, permettendoci di essere vulnerabili e imparando ad avere fiducia e ad accettare gli altri. 

7. Siamo disposti a elaborare coscientemente il dolore derivante dalla nostra scarsa autostima, dalla nostra paura di essere abbandonati e dalle responsabilità. Impariamo a sentirci sereni nella solitudine. 

8. Iniziamo ad accettare le nostre imperfezioni e i nostri errori in quanto caratteristiche del nostro essere umani, risanando le nostre vergogne e il nostro perfezionismo mentre lavoriamo sui difetti del nostro carattere. 

9. Iniziamo a sostituire l'onestà a modi autodistruttivi di esprimere le nostre emozioni e i nostri sentimenti. 

10. Diventiamo onesti nell'esprimere chi siamo, sviluppando una reale intimità nel rapporto con noi stessi e con gli altri. 

11. Impariamo ad apprezzare il sesso come naturale risultato della condivisione, dell'impegno, della fiducia e della collaborazione all'interno di una relazione.

12. Un giorno alla volta, ci viene restituito l'equilibrio per mezzo della nostra partecipazione al processo di guarigione.

Fonte: slaafws.org

Le dodici caratteristiche della dipendenza sessuale ed affettiva (di SLAA)

Sex and Love Addicts Anonymous

1. Avendo pochi confini emotivi sani, ci coinvolgiamo sessualmente e ci leghiamo emotivamente agli altri senza conoscerli. 

2. Temendo l'abbandono e la solitudine, indugiamo e ritorniamo a rapporti dolorosi e distruttivi, nascondendo così la nostra dipendenza sia a noi stessi che agli altri e diventando sempre più isolati e lontani dagli amici, dai nostri cari, da noi stessi e da Dio. 

3. Temendo un vuoto emotivo e sessuale, ricerchiamo compulsivamente e ci coinvolgiamo in una relazione dopo l'altra, a volte realizzando più di un legame emotivo e sessuale contemporaneamente. 

4. Confondiamo l'amore con il bisogno, con l'attrazione fisica, con la pietà ed il bisogno di salvare o di essere salvati.

5. Ci sentiamo vuoti e incompleti quando siamo soli. Sebbene abbiamo paura dell'intimità e di impegnarci, siamo sempre alla ricerca di relazioni e contatti sessuali. 

6. Scarichiamo nel sesso lo stress, i sensi di colpa, la solitudine, la rabbia, la vergogna, la paura e l'invidia. Usiamo il sesso e la dipendenza emotiva come sostituti del nutrimento, delle cure e del sostegno affettivo.

7. Usiamo il sesso e il coinvolgimento emotivo per manipolare e controllare gli altri. 

8. Ci lasciamo immobilizzare o ci facciamo seriamente distrarre dalle ossessioni e dalle fantasie romantiche o sessuali.

9. Evitiamo la responsabilità verso noi stessi affezionandoci a persone emotivamente non disponibili.

10. Continuiamo ad essere schiavi della dipendenza emotiva, degli intrighi romantici o delle attività sessuali compulsive.

11. Per evitare di sentirci vulnerabili, potremmo ritrarci da ogni coinvolgimento emotivo, confondendo l'anoressia sessuale ed emotiva con il recupero.

12. Assegniamo qualità magiche agli altri, li idealizziamo e poi li biasimiamo per non aver soddisfatto le nostre fantasie ed aspettative.

Fonte: slaafws.org

domenica 13 gennaio 2013

DIECI CONSIGLI PER CONSERVARE L'INTEGRITA' SESSUALE (di Joe Dallas)

Integrità sessuale ed emotiva

Qualche tempo fa ho scritto questa nota in risposta alla domanda su quali misure debba prendere un uomo per “rimanere pulito.” Considerando la quantità di stimoli e di tentazioni con cui abbiamo a che fare quotidianamente, il buon senso ci dice di essere sempre pronti. Ecco dieci modi per riuscirci.

Consiglio 1: essere realisti

Riconoscere che la tentazione sessuale è inevitabile nella nostra cultura ossessionata dal sesso. Immagini erotiche su cartelloni pubblicitari, film, televisione e mille altri stimoli ci bombardano ogni giorno. Essere un cristiano non ci esenta dalla tentazione - il più devoto degli uomini può esserne preda. Quindi il primo passo per conservare l'integrità sessuale è quello di essere realisti. Ammetti a te stesso che la tentazione sessuale è un problema con cui devi fare i conti. Ricordati l’avvertimento di Giovanni: "Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi." (1 Giovanni 1:8)

Consiglio 2: fare sul serio

Dovresti sapere ormai che il peccato sessuale devasta chiunque vi abbia a che fare. Quello che potresti non sapere è che ogni fantasia sessuale, ogni conversazione ammiccante o ogni “secondo sguardo” a cui indulgi è il germe dell'AIDS, dell'adulterio, di un cuore spezzato, di una vita in frantumi. Sii serio - se giochi con la lussuria, stai ballando su di un precipizio. Adotta misure concrete, ora, quando è ancora possibile. “Le passioni concepiscono e generano il peccato, e il peccato, una volta commesso, produce la morte.” (Giacomo 1, 15)

Consiglio 3: esser pronti

Se davvero credi che un giorno ci sarà il terremoto, ti prepari sviluppando un piano di emergenza. Se credi davvero che la tentazione sessuale sia un fatto comune e possa essere letale, predisporrai un “piano di emergenza” per affrontarla. Decidere in anticipo cosa fare quando si è tentati: come distrarsi, chi chiamare, come sfuggire alle tentazioni prossime. Anche san Paolo ha ammesso: “tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non succeda che, dopo avere predicato agli altri, io stesso venga squalificato.” (1 Corinzi 9:27)
Ti puoi davvero permettere di farne a meno?

Consiglio 4: non estraniarsi

Il peccato sessuale prospera nel buio. Se sei coinvolto in un qualsiasi vizio sessuale, una cosa è certa: la segretezza che circonda il tuo comportamento è ciò che ne rafforza il potere che ha su di te. Per quanto tu possa provare vergogna ad ammettere il tuo problema di fronte ad un'altra persona, la realtà è questa: non puoi farcela da solo. Se tu fossi in grado, non l’avresti forse già fatto? Prendete spunto da Giacomo: “Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti.” (Giacomo 5:16) Trova un amico cristiano fidato, maturo nella fede, con cui confidarti. Fa di questo amico un compagno nel recupero e non presumere MAI di essere arrivato al punto di non aver più bisogno di rendere conto.

Consiglio 5: essere brutale

Credo che ci sia un undicesimo comandamento da qualche parte che dice: “Tu non devi prenderti in giro.” Se vuoi prendere sul serio l'integrità sessuale, prenderai le distanze non solo dal peccato sessuale specifico a cui sei maggiormente soggetto (fantasie, pornografia, relazioni, prostituzione), ma prenderai ANCHE le distanze da qualsiasi persona o cosa che possa condurti a quel peccato. A volte, anche una attività legittima (alcuni film, musica o club, per esempio) può essere indifferente per altre persone, ma non per te. Si brutalmente onesto sul tuo stile di vita: tutto ciò che ti rende soggetto al peccato sessuale deve essere eliminato. Paolo ha detto “Tutto mi è lecito! Sì, ma non tutto giova. Tutto mi è lecito! Sì, ma non mi lascerò dominare da nulla.” (1 Corinzi 6:12)

Consiglio 6: cercare aiuto

I peccati sessuali sono spesso sintomatici di più profondi bisogni emotivi che un uomo sta cercando di soddisfare in modo sbagliato. Pentirsi del peccato è necessariamente il primo passo, ma riconoscere i conflitti o i bisogni che ti hanno condotto a questo comportamento può essere il passo successivo, che richiede la cura specialistica di un professionista cristiano. Se sei vittima di in un comportamento fuori controllo non esitare a ricorrere ad una consulenza compatibile con la fede. La risposta che ti occorre potrebbe essere più di un semplice “prega e dimenticatene!”. Re Davide (che tra l'altro non era estraneo al peccato sessuale) ha trovato rifugio nel saggio consiglio di Samuele. (1 Samuele 19:18) Se sei disposto a cercare un aiuto professionale per le tasse, le cure mediche o la carriera lavorativa, sicuramente sarai disposti a fare altrettanto per conservare l'integrità sessuale.

Consiglio 7: accettare

Il problema della tentazione sessuale non scomparirà. È con noi da tempo immemore e non c'è dubbio che ci affliggerà fino alla venuta di Cristo. Quindi accetta l'idea che dovrai gestire i tuoi desideri sessuali per tutta la vita, ricordando sempre che l'integrità sessuale non è che una parte del generale processo di santificazione permanente che tutti i cristiani vivono. “Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione;” Paolo ha detto ai Filippesi. “io non ritengo ancora di averla conquistata.” (Filippesi 3: 12-13) Quindi impara ad amare il progresso non la perfezione.

Consiglio 8: amare

“Ho cercato l'amore in tutti i posti sbagliati”, si lamenta una vecchia canzone. Il peccato sessuale a  cui tendi può essere davvero un sostituto  a buon mercato (anche se intenso) dell'amore. È possibile pentirsi del peccato, ma non dei bisogni che il peccato rappresenta. Quindi nella tua vita ama: amicizie, famiglia, coniugi, amici credenti. Un uomo che ama veramente e sa che è veramente amato, è molto meno probabile che vada in cerca di ciò che già ha in luoghi dove non lo troverà. Isaia chiedeva “Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia?” (Isaia 55:2) Impara ad essere sincero e profondo. È uno dei modi migliori per proteggere il tuo cuore e la tua integrità.

Consiglio 9: cercare la grazia

Non è l'uomo senza peccato che giunge alla meta ma chi ha imparato a rialzarsi dopo esser caduto. Se la lotta ti sembra implacabile, ricorda questo: quando ti impegni all'integrità sessuale, ti impegni ad un obiettivo, non alla perfezione. Si può inciampare lungo la strada – questa non vuole essere assolutamente una giustificazione per il peccato, solo una visione realistica della vita in questo mondo decaduto. Ciò che determina il successo o il fallimento di un uomo imperfetto è la sua volontà di rialzarsi, confessare la sua colpa e proseguire nella direzione verso cui si è impegnato. Ricordate l'approccio di Paolo: “dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.” (Filippesi 3:13-14)

Consiglio 10: avere una vita

Qual è la tua passione? Qual è la tua vocazione? Hai chiari quali sono i tuoi obiettivi? E, a proposito, hai qualche passatempo? L'uomo che non ha una vita - una passione, una ragion d’essere, la capacità di giocare con lo stesso impegno con cui lavora - è un uomo con un vuoto, fatto su misura per il peccato sessuale. La vita è qualcosa di più che mantenersi sessualmente puri, per quanto la purezza sia importante. Si tratta di sapere chi sei e perché, quali sono le tue priorità e dove sei diretto. Se non sai questo di te stesso, hai qualcosa di serio su cui riflettere. Impegnati a sviluppare la tua vita come un buon amministratore dei tuoi doni e delle tue possibilità, e a far altrettanto con il contesto in cui cerchi di mantenere l'integrità sessuale. L’integrità sessuale fine a se stessa è una buona cosa, l'integrità sessuale per una vocazione più alta è meglio. Quindi, con tutti i mezzi allontanati dal tuo peccato ma nel farlo dedicati ad una vita con un obiettivo, una vita passionale, piena di significato. Questo è il pentimento più sincero, nel senso più puro.

CONDIVIDERE CIO' CHE REALMENTE SONO

Condividere con gli altri ci impedirà di sentirci soli e abbandonati

Condividere con gli altri ci impedirà di sentirci soli e abbandonati. (NA: Testo Base, pag. 96)

Intimità vuol dire condividere i pensieri e le sensazioni più intime con un altro essere umano. Molti di noi desiderano intensamente il calore e la compagnia di un rapporto intimo, ma questo non arriva senza sforzo.

Durante la dipendenza attiva abbiamo imparato a difenderci dagli altri nel timore che la loro frequentazione ci distogliesse dall'uso. Nel corso del recupero impariamo a fidarci degli altri.

L'intimità ci impone di abbassare le difese. Per sentire la vicinanza che porta l'intimità, dobbiamo permettere agli altri di avvicinarsi a noi, al nostro vero io.

Se ci apprestiamo a condividere la nostra realtà più profonda con altri, dobbiamo in primo luogo avere un'idea di come sia veramente questa nostra realtà intima. Esaminiamo con regolarità la nostra vita per scoprire chi siamo veramente, che cosa davvero vogliamo e come realmente ci sentiamo. Poi, basandoci sui nostri inventari regolari, dobbiamo essere, per quanto ci è possibile, totalmente e profondamente sinceri con i nostri amici.

L'intimità con altri è un aspetto della vita e, in quanto tale, un aspetto del vivere puliti, ma essa, come tutto in recupero, ha il suo prezzo. Lo scrupolosoautoesame che l'intimità sollecita può costituire un duro lavoro. E la totale sincerità, che si ottiene con l'intimità, spesso porta complicazioni. Ma laliberazione da solitudine e isolamento, che l'intimità implica, vale bene lo sforzo necessario.


SOLO PER OGGI: Cerco la liberazione dall'isolamento e dalla solitudine che si ottiene attraverso l'intimità nelle relazioni. Oggi mi disporrò a conoscere "il mio vero io" facendo un inventario personale e proverò a essere completamente sincero e leale con un'altra persona.